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  • Tamburrini Amerigo (Napoli 1901-1966) Paesaggio
    china su carta
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 11,5 x 16,5
    STIMA:
    min € 150 - max € 200
    Base Asta:
    € 50

  • Gemito Vincenzo (Napoli 1852 - 1929) Testa di filosofo
    scultura in bronzo
    firma: a tergo in basso
    misure: h cm 50
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Ricciardi Oscar (Napoli 1864 -1935) Vomero vecchio
    olio su tavoletta
    firma: in basso a destra
    misure: cm 10x14,5
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 300

  • Brancaccio Giovanni (Pozzuoli, NA 1903 - 1975) Confidenze 1933
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 80,5 x 50,5
    osservazioni: opera sprovvista di cornice

    Impiegato inizialmente in fabbrica come “disegnatore meccanico”, impiego giovanile di cui tuttavia si ritrovano tracce frequenti nella vasta produzione grafica di Giovanni Brancaccio, questi s’iscrisse solo in un secondo momento all’Accademia di Belle Arti di Napoli, solo dopo cioè aver frequentato il circolo di artisti guidato da Leon Giuseppe Buono, e colà come maestro dei suoi studi il nostro ebbe Francesco Galante. Forse più importante negli anni della formazione fu però lo studio attento e la copia priva di qualsiasi mediatore di opere dei vari musei della Campania, metodo di appropriazione di forme e poetiche delle grandi tradizioni passate che Brancaccio di fatto conservò peculiarmente per tutta la sua carriera, rifacendosi ora all’arte dell’età moderna, ora all’antichità (specialmente alle pitture murali antiche), senza mai tralasciare di aggiornarsi a quanto andavano facendo i suoi contemporanei. Divenuto scenografo sul finire degli anni Venti della compagnia di De Filippo, in un lungo sodalizio col mondo del teatro in generale che non mancò di avere ripercussioni su una sua certa produzione, Giovanni entrò a far parte in quegli stessi anni del “Gruppo Flegreo”, fondato nel 1927 con l’intento di fare di nuovo grande l’arte meridionale da giovani artisti ed esponenti ancora della grande tradizione partenopea tardo-ottocentesca: fu forse proprio questa incapacità ad affrancarsi dal passato a far allontanare alcuni, e fra questi il nostro, che preso si spostò fra coloro i quali, guidati da Lionello Balestrieri, si riunivano al Caffè Tripoli in Piazza del Plebiscito, ovvero gli “Ostinati”, gruppo che finì per aderire al Novecento di Margherita Sarfatti mantenendosi tuttavia di fatto su posizioni di compromesso, e perciò rimanendo ascrivibile tuttalpiù ad un generale ritorno all’ordine che comunque in quegli anni coinvolse tutte le arti in Italia ed Europa. Brancaccio ad ogni modo rispose agli appelli del critico francese Waldemar George operando un recupero delle forme volumetriche più essenziali nel corso della sua produzione degli anni ’30, e cioè nel periodo di nostro interesse considerata la datazione dell’opera proposta in asta, allorché si profondeva anche nell’arte della scultura, pervenendo ad esiti vicini in qualche modo ad Arturo Martini e Marino Marini; prime avvisaglie di questa specifica fase di ricerca dell’autore possono riscontrarsi nel “Ritratto del padre” e nello “Studio” (dipinti entrambi del 1927), quest’ultimo assai vicino per struttura compositiva alla tela qui in vendita nonché a varie altre opere (tutte realizzate entro il volgere degli anni Quaranta) in cui contrastano una figura in primo piano ed un’altra subito alle sue spalle, talvolta dissolta in una presenza quasi spettrale. I modelli “museali” di questo periodo sono stati identificati da alcuni con i grandi maestri del Cinquecento veneto, e da altri (forse più opportunamente) con il Seicento partenopeo ed in particolare con il locale caravaggismo, rielaborato da Brancaccio in un tonalismo «che gli farà prediligere i toni brunastri e perlacei» (Giorgio Di Genova), ben evidenti nel dipinto in asta; non si dimentichi inoltre a tal proposito l’influenza che sulla tavolozza del nostro può aver esercitato la sostanziale monocromia delle sue opere scultoree. L’intera produzione dell’artista di questo periodo, dai soggetti familiari, generalmente femminili, e dalle atmosfere intime e calme, lontane dalla concitazione generale di tanti colleghi contemporanei, piacque molto a Ugo Ojetti, che la propose a pittori più giovani come esempio di distanza dal cerebralismo e la tendenza all’allegoria tanto diffusa al tempo fra i maestri settentrionali. Si segnala infine che questa “Confidenze” del 1933, finora inedita ma opportunamente già registrata presso l’Archivio Giovanni Brancaccio, costituisce una versione alternativa di un’opera omonima esposta l’anno precedente alla Biennale di Venezia.
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Capaldo Rubens (Parigi 1908 - Napoli 1987) Figura femminile 1989
    matita grassa su carta
    firma e data: in basso al centro
    misure: cm 100 x 70
    STIMA:
    min € 250 - max € 300
    Base Asta:
    € 100

  • Berardicurti Barbara (Avezzano, AQ 1955) Sahara 2021
    olio su tela
    firma: in basso a destra
    misure: 20 x 60 cm
    osservazioni: a tergo iscritto, firmato e datato
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 240

  • Canino Vincenzo (Napoli 1892 - 1978) Dopo la nevicata
    olio su tela
    firma: in basso a destra
    misure: cm 25,5 x 35
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Chiancone Alberto (Porto Santo Stefano, GR 1904 - Napoli 1988) La toletta
    olio su tela
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 70 x 50
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Montefusco Vincenzo (Cava dei Tirreni, Sa 1852 - Roma 1912) Paesaggio 1973
    olio su cartone
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 36 x 50,5
    osservazioni: l'opera è priva di cornice
    STIMA:
    min € 200 - max € 300
    Base Asta:
    € 50

  • Chiancone Alberto (Porto Santo Stefano, GR 1904 - Napoli 1988) Sartine
    olio su cartone telato
    firma: in basso a destra
    misure: cm 20 x 30
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Tamburrini Amerigo (Napoli 1901 - 1966) Scalinata verso il mare
    olio su tela
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 45 x 60
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 150

  • De Palma Ugo (Napoli 1899 - 1990) Parco parigino
    olio su cartone
    firma: in basso a destra
    misure: 21 x 28,5 cm
    STIMA:
    min € 200 - max € 300
    Base Asta:
    € 70

  • Belli Andrea (Forio d'Ischia, NA 1903 - 1963) Natura morta 1963
    olio su tela
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 50 x 70
    STIMA:
    min € 200 - max € 300
    Base Asta:
    € 100

  • Pratella Attilio (Lugo di Romagna, RA 1856 - Napoli 1949) 1. Portone napoletano, tecnica mista su carta, firma: opera non firmata, misure: cm 9 x 7
    2. Nel bosco al meriggio, tecnica mista su carta, firma: in basso a destra, misure: cm 9 x 12
    3. Studio di alberi, tecnica mista su carta, firma: in basso a destra, misure: cm 8 x 7
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 150

  • Sablautzki Alfredo (Prussia 1921 - Napoli 2003) Marina
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 40 x 50
    osservazioni: a tergo cartiglio Casa d'Arte La Clessidra
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

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  • Lotto 10  

    Tamburrini Amerigo

    Paesaggio
    china su carta
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 11,5 x 16,5
    STIMA min € 150 - max € 200

    Lotto 10  

    Tamburrini Amerigo

    Tamburrini Amerigo (Napoli 1901-1966) Paesaggio
    china su carta
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 11,5 x 16,5


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Gemito Vincenzo

    Testa di filosofo
    scultura in bronzo
    firma: a tergo in basso
    misure: h cm 50
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 10  

    Gemito Vincenzo

    Gemito Vincenzo (Napoli 1852 - 1929) Testa di filosofo
    scultura in bronzo
    firma: a tergo in basso
    misure: h cm 50


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Ricciardi Oscar

    Vomero vecchio
    olio su tavoletta
    firma: in basso a destra
    misure: cm 10x14,5
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 10  

    Ricciardi Oscar

    Ricciardi Oscar (Napoli 1864 -1935) Vomero vecchio
    olio su tavoletta
    firma: in basso a destra
    misure: cm 10x14,5


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Brancaccio Giovanni

    Confidenze 1933
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 80,5 x 50,5
    osservazioni: opera sprovvista di cornice

    Impiegato inizialmente in fabbrica come “disegnatore meccanico”, impiego giovanile di cui tuttavia si ritrovano tracce frequenti nella vasta produzione grafica di Giovanni Brancaccio, questi s’iscrisse solo in un secondo momento all’Accademia di Belle Arti di Napoli, solo dopo cioè aver frequentato il circolo di artisti guidato da Leon Giuseppe Buono, e colà come maestro dei suoi studi il nostro ebbe Francesco Galante. Forse più importante negli anni della formazione fu però lo studio attento e la copia priva di qualsiasi mediatore di opere dei vari musei della Campania, metodo di appropriazione di forme e poetiche delle grandi tradizioni passate che Brancaccio di fatto conservò peculiarmente per tutta la sua carriera, rifacendosi ora all’arte dell’età moderna, ora all’antichità (specialmente alle pitture murali antiche), senza mai tralasciare di aggiornarsi a quanto andavano facendo i suoi contemporanei. Divenuto scenografo sul finire degli anni Venti della compagnia di De Filippo, in un lungo sodalizio col mondo del teatro in generale che non mancò di avere ripercussioni su una sua certa produzione, Giovanni entrò a far parte in quegli stessi anni del “Gruppo Flegreo”, fondato nel 1927 con l’intento di fare di nuovo grande l’arte meridionale da giovani artisti ed esponenti ancora della grande tradizione partenopea tardo-ottocentesca: fu forse proprio questa incapacità ad affrancarsi dal passato a far allontanare alcuni, e fra questi il nostro, che preso si spostò fra coloro i quali, guidati da Lionello Balestrieri, si riunivano al Caffè Tripoli in Piazza del Plebiscito, ovvero gli “Ostinati”, gruppo che finì per aderire al Novecento di Margherita Sarfatti mantenendosi tuttavia di fatto su posizioni di compromesso, e perciò rimanendo ascrivibile tuttalpiù ad un generale ritorno all’ordine che comunque in quegli anni coinvolse tutte le arti in Italia ed Europa. Brancaccio ad ogni modo rispose agli appelli del critico francese Waldemar George operando un recupero delle forme volumetriche più essenziali nel corso della sua produzione degli anni ’30, e cioè nel periodo di nostro interesse considerata la datazione dell’opera proposta in asta, allorché si profondeva anche nell’arte della scultura, pervenendo ad esiti vicini in qualche modo ad Arturo Martini e Marino Marini; prime avvisaglie di questa specifica fase di ricerca dell’autore possono riscontrarsi nel “Ritratto del padre” e nello “Studio” (dipinti entrambi del 1927), quest’ultimo assai vicino per struttura compositiva alla tela qui in vendita nonché a varie altre opere (tutte realizzate entro il volgere degli anni Quaranta) in cui contrastano una figura in primo piano ed un’altra subito alle sue spalle, talvolta dissolta in una presenza quasi spettrale. I modelli “museali” di questo periodo sono stati identificati da alcuni con i grandi maestri del Cinquecento veneto, e da altri (forse più opportunamente) con il Seicento partenopeo ed in particolare con il locale caravaggismo, rielaborato da Brancaccio in un tonalismo «che gli farà prediligere i toni brunastri e perlacei» (Giorgio Di Genova), ben evidenti nel dipinto in asta; non si dimentichi inoltre a tal proposito l’influenza che sulla tavolozza del nostro può aver esercitato la sostanziale monocromia delle sue opere scultoree. L’intera produzione dell’artista di questo periodo, dai soggetti familiari, generalmente femminili, e dalle atmosfere intime e calme, lontane dalla concitazione generale di tanti colleghi contemporanei, piacque molto a Ugo Ojetti, che la propose a pittori più giovani come esempio di distanza dal cerebralismo e la tendenza all’allegoria tanto diffusa al tempo fra i maestri settentrionali. Si segnala infine che questa “Confidenze” del 1933, finora inedita ma opportunamente già registrata presso l’Archivio Giovanni Brancaccio, costituisce una versione alternativa di un’opera omonima esposta l’anno precedente alla Biennale di Venezia.
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 10  

    Brancaccio Giovanni

    Brancaccio Giovanni (Pozzuoli, NA 1903 - 1975) Confidenze 1933
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 80,5 x 50,5
    osservazioni: opera sprovvista di cornice

    Impiegato inizialmente in fabbrica come “disegnatore meccanico”, impiego giovanile di cui tuttavia si ritrovano tracce frequenti nella vasta produzione grafica di Giovanni Brancaccio, questi s’iscrisse solo in un secondo momento all’Accademia di Belle Arti di Napoli, solo dopo cioè aver frequentato il circolo di artisti guidato da Leon Giuseppe Buono, e colà come maestro dei suoi studi il nostro ebbe Francesco Galante. Forse più importante negli anni della formazione fu però lo studio attento e la copia priva di qualsiasi mediatore di opere dei vari musei della Campania, metodo di appropriazione di forme e poetiche delle grandi tradizioni passate che Brancaccio di fatto conservò peculiarmente per tutta la sua carriera, rifacendosi ora all’arte dell’età moderna, ora all’antichità (specialmente alle pitture murali antiche), senza mai tralasciare di aggiornarsi a quanto andavano facendo i suoi contemporanei. Divenuto scenografo sul finire degli anni Venti della compagnia di De Filippo, in un lungo sodalizio col mondo del teatro in generale che non mancò di avere ripercussioni su una sua certa produzione, Giovanni entrò a far parte in quegli stessi anni del “Gruppo Flegreo”, fondato nel 1927 con l’intento di fare di nuovo grande l’arte meridionale da giovani artisti ed esponenti ancora della grande tradizione partenopea tardo-ottocentesca: fu forse proprio questa incapacità ad affrancarsi dal passato a far allontanare alcuni, e fra questi il nostro, che preso si spostò fra coloro i quali, guidati da Lionello Balestrieri, si riunivano al Caffè Tripoli in Piazza del Plebiscito, ovvero gli “Ostinati”, gruppo che finì per aderire al Novecento di Margherita Sarfatti mantenendosi tuttavia di fatto su posizioni di compromesso, e perciò rimanendo ascrivibile tuttalpiù ad un generale ritorno all’ordine che comunque in quegli anni coinvolse tutte le arti in Italia ed Europa. Brancaccio ad ogni modo rispose agli appelli del critico francese Waldemar George operando un recupero delle forme volumetriche più essenziali nel corso della sua produzione degli anni ’30, e cioè nel periodo di nostro interesse considerata la datazione dell’opera proposta in asta, allorché si profondeva anche nell’arte della scultura, pervenendo ad esiti vicini in qualche modo ad Arturo Martini e Marino Marini; prime avvisaglie di questa specifica fase di ricerca dell’autore possono riscontrarsi nel “Ritratto del padre” e nello “Studio” (dipinti entrambi del 1927), quest’ultimo assai vicino per struttura compositiva alla tela qui in vendita nonché a varie altre opere (tutte realizzate entro il volgere degli anni Quaranta) in cui contrastano una figura in primo piano ed un’altra subito alle sue spalle, talvolta dissolta in una presenza quasi spettrale. I modelli “museali” di questo periodo sono stati identificati da alcuni con i grandi maestri del Cinquecento veneto, e da altri (forse più opportunamente) con il Seicento partenopeo ed in particolare con il locale caravaggismo, rielaborato da Brancaccio in un tonalismo «che gli farà prediligere i toni brunastri e perlacei» (Giorgio Di Genova), ben evidenti nel dipinto in asta; non si dimentichi inoltre a tal proposito l’influenza che sulla tavolozza del nostro può aver esercitato la sostanziale monocromia delle sue opere scultoree. L’intera produzione dell’artista di questo periodo, dai soggetti familiari, generalmente femminili, e dalle atmosfere intime e calme, lontane dalla concitazione generale di tanti colleghi contemporanei, piacque molto a Ugo Ojetti, che la propose a pittori più giovani come esempio di distanza dal cerebralismo e la tendenza all’allegoria tanto diffusa al tempo fra i maestri settentrionali. Si segnala infine che questa “Confidenze” del 1933, finora inedita ma opportunamente già registrata presso l’Archivio Giovanni Brancaccio, costituisce una versione alternativa di un’opera omonima esposta l’anno precedente alla Biennale di Venezia.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Capaldo Rubens

    Figura femminile 1989
    matita grassa su carta
    firma e data: in basso al centro
    misure: cm 100 x 70
    STIMA min € 250 - max € 300

    Lotto 10  

    Capaldo Rubens

    Capaldo Rubens (Parigi 1908 - Napoli 1987) Figura femminile 1989
    matita grassa su carta
    firma e data: in basso al centro
    misure: cm 100 x 70


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Berardicurti Barbara

    Sahara 2021
    olio su tela
    firma: in basso a destra
    misure: 20 x 60 cm
    osservazioni: a tergo iscritto, firmato e datato
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 10  

    Berardicurti Barbara

    Berardicurti Barbara (Avezzano, AQ 1955) Sahara 2021
    olio su tela
    firma: in basso a destra
    misure: 20 x 60 cm
    osservazioni: a tergo iscritto, firmato e datato


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Canino Vincenzo

    Dopo la nevicata
    olio su tela
    firma: in basso a destra
    misure: cm 25,5 x 35
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 10  

    Canino Vincenzo

    Canino Vincenzo (Napoli 1892 - 1978) Dopo la nevicata
    olio su tela
    firma: in basso a destra
    misure: cm 25,5 x 35


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Chiancone Alberto

    La toletta
    olio su tela
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 70 x 50
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 10  

    Chiancone Alberto

    Chiancone Alberto (Porto Santo Stefano, GR 1904 - Napoli 1988) La toletta
    olio su tela
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 70 x 50


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Montefusco Vincenzo

    Paesaggio 1973
    olio su cartone
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 36 x 50,5
    osservazioni: l'opera è priva di cornice
    STIMA min € 200 - max € 300

    Lotto 10  

    Montefusco Vincenzo

    Montefusco Vincenzo (Cava dei Tirreni, Sa 1852 - Roma 1912) Paesaggio 1973
    olio su cartone
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 36 x 50,5
    osservazioni: l'opera è priva di cornice


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Chiancone Alberto

    Sartine
    olio su cartone telato
    firma: in basso a destra
    misure: cm 20 x 30
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 10  

    Chiancone Alberto

    Chiancone Alberto (Porto Santo Stefano, GR 1904 - Napoli 1988) Sartine
    olio su cartone telato
    firma: in basso a destra
    misure: cm 20 x 30


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Tamburrini Amerigo

    Scalinata verso il mare
    olio su tela
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 45 x 60
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 10  

    Tamburrini Amerigo

    Tamburrini Amerigo (Napoli 1901 - 1966) Scalinata verso il mare
    olio su tela
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 45 x 60


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    De Palma Ugo

    Parco parigino
    olio su cartone
    firma: in basso a destra
    misure: 21 x 28,5 cm
    STIMA min € 200 - max € 300

    Lotto 10  

    De Palma Ugo

    De Palma Ugo (Napoli 1899 - 1990) Parco parigino
    olio su cartone
    firma: in basso a destra
    misure: 21 x 28,5 cm


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Belli Andrea

    Natura morta 1963
    olio su tela
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 50 x 70
    STIMA min € 200 - max € 300

    Lotto 10  

    Belli Andrea

    Belli Andrea (Forio d'Ischia, NA 1903 - 1963) Natura morta 1963
    olio su tela
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 50 x 70


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Pratella Attilio

    1. Portone napoletano, tecnica mista su carta, firma: opera non firmata, misure: cm 9 x 7
    2. Nel bosco al meriggio, tecnica mista su carta, firma: in basso a destra, misure: cm 9 x 12
    3. Studio di alberi, tecnica mista su carta, firma: in basso a destra, misure: cm 8 x 7
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 10  

    Pratella Attilio

    Pratella Attilio (Lugo di Romagna, RA 1856 - Napoli 1949) 1. Portone napoletano, tecnica mista su carta, firma: opera non firmata, misure: cm 9 x 7
    2. Nel bosco al meriggio, tecnica mista su carta, firma: in basso a destra, misure: cm 9 x 12
    3. Studio di alberi, tecnica mista su carta, firma: in basso a destra, misure: cm 8 x 7


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Sablautzki Alfredo

    Marina
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 40 x 50
    osservazioni: a tergo cartiglio Casa d'Arte La Clessidra
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 10  

    Sablautzki Alfredo

    Sablautzki Alfredo (Prussia 1921 - Napoli 2003) Marina
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 40 x 50
    osservazioni: a tergo cartiglio Casa d'Arte La Clessidra


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