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Asta 018 del 26/02/2022

dettaglio asta
  • Lot 1  

    Gemito Vincenzo

    Gemito Vincenzo (Napoli 1852 - 1929) Acquaiolo
    scultura in bronzo
    firma: sull'orcia
    misure: cm 54 x 19 x 28
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Lot 2  

    Ricchizzi Gaetano

    Ricchizzi Gaetano (Napoli 1879 - 1950) Sulla spalliera
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 70 x 52
    osservazioni: a tergo biografia dell'artista
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Lot 3  

    De Stefano Armando

    De Stefano Armando (Napoli 1926 - 2021) La verità 1960
    tecnica mista su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 70 x 48
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Lot 4  

    De Stefano Armando

    De Stefano Armando (Napoli 1926 - 2021) Rosa Rossa 1977
    tempera su tela
    firma e data: in alto a destra
    misure: cm 51 x 61
    osservazioni: a tergo firmato, datato e iscritto
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Lot 5  

    Capaldo Rubens

    Capaldo Rubens (Parigi 1908 - Napoli 1987) Nudo femminile 1973
    olio su tela
    firma e data: in basso al centro
    misure: cm 100 x 70
    osservazioni: opera sprovvista di cornice
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Lot 6  

    Capaldo Rubens

    Capaldo Rubens (Parigi 1908 - Napoli 1987) Una strada senza fine
    olio su tela
    firma: in basso al centro
    misure: cm 40 x 30
    osservazioni: a tergo iscritto
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

  • Lot 7  

    Asturi Antonio

    Asturi Antonio (Vico Equense, NA 1904 - 1986) Pescatore
    tecnica mista su carta
    firma: in basso al centro
    misure: cm 35 x 49
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

  • Lot 8  

    Placido Errico

    Placido Errico (Napoli 1909 - Portici, NA 1983) Verifica alle reti
    olio su cartone
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 30 x 40
    osservazioni: a tergo firmato e iscritto
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

  • Lot 9  

    Lippi Raffaele

    Lippi Raffaele (Napoli 1911 - 1982) Sofia 1973
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 100 x 55
    osservazioni: a tergo timbri galleria Mediterranea
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Lot 10  

    Brancaccio Giovanni

    Brancaccio Giovanni (Pozzuoli, NA 1903 - 1975) Confidenze 1933
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 80,5 x 50,5
    osservazioni: opera sprovvista di cornice

    Impiegato inizialmente in fabbrica come “disegnatore meccanico”, impiego giovanile di cui tuttavia si ritrovano tracce frequenti nella vasta produzione grafica di Giovanni Brancaccio, questi s’iscrisse solo in un secondo momento all’Accademia di Belle Arti di Napoli, solo dopo cioè aver frequentato il circolo di artisti guidato da Leon Giuseppe Buono, e colà come maestro dei suoi studi il nostro ebbe Francesco Galante. Forse più importante negli anni della formazione fu però lo studio attento e la copia priva di qualsiasi mediatore di opere dei vari musei della Campania, metodo di appropriazione di forme e poetiche delle grandi tradizioni passate che Brancaccio di fatto conservò peculiarmente per tutta la sua carriera, rifacendosi ora all’arte dell’età moderna, ora all’antichità (specialmente alle pitture murali antiche), senza mai tralasciare di aggiornarsi a quanto andavano facendo i suoi contemporanei. Divenuto scenografo sul finire degli anni Venti della compagnia di De Filippo, in un lungo sodalizio col mondo del teatro in generale che non mancò di avere ripercussioni su una sua certa produzione, Giovanni entrò a far parte in quegli stessi anni del “Gruppo Flegreo”, fondato nel 1927 con l’intento di fare di nuovo grande l’arte meridionale da giovani artisti ed esponenti ancora della grande tradizione partenopea tardo-ottocentesca: fu forse proprio questa incapacità ad affrancarsi dal passato a far allontanare alcuni, e fra questi il nostro, che preso si spostò fra coloro i quali, guidati da Lionello Balestrieri, si riunivano al Caffè Tripoli in Piazza del Plebiscito, ovvero gli “Ostinati”, gruppo che finì per aderire al Novecento di Margherita Sarfatti mantenendosi tuttavia di fatto su posizioni di compromesso, e perciò rimanendo ascrivibile tuttalpiù ad un generale ritorno all’ordine che comunque in quegli anni coinvolse tutte le arti in Italia ed Europa. Brancaccio ad ogni modo rispose agli appelli del critico francese Waldemar George operando un recupero delle forme volumetriche più essenziali nel corso della sua produzione degli anni ’30, e cioè nel periodo di nostro interesse considerata la datazione dell’opera proposta in asta, allorché si profondeva anche nell’arte della scultura, pervenendo ad esiti vicini in qualche modo ad Arturo Martini e Marino Marini; prime avvisaglie di questa specifica fase di ricerca dell’autore possono riscontrarsi nel “Ritratto del padre” e nello “Studio” (dipinti entrambi del 1927), quest’ultimo assai vicino per struttura compositiva alla tela qui in vendita nonché a varie altre opere (tutte realizzate entro il volgere degli anni Quaranta) in cui contrastano una figura in primo piano ed un’altra subito alle sue spalle, talvolta dissolta in una presenza quasi spettrale. I modelli “museali” di questo periodo sono stati identificati da alcuni con i grandi maestri del Cinquecento veneto, e da altri (forse più opportunamente) con il Seicento partenopeo ed in particolare con il locale caravaggismo, rielaborato da Brancaccio in un tonalismo «che gli farà prediligere i toni brunastri e perlacei» (Giorgio Di Genova), ben evidenti nel dipinto in asta; non si dimentichi inoltre a tal proposito l’influenza che sulla tavolozza del nostro può aver esercitato la sostanziale monocromia delle sue opere scultoree. L’intera produzione dell’artista di questo periodo, dai soggetti familiari, generalmente femminili, e dalle atmosfere intime e calme, lontane dalla concitazione generale di tanti colleghi contemporanei, piacque molto a Ugo Ojetti, che la propose a pittori più giovani come esempio di distanza dal cerebralismo e la tendenza all’allegoria tanto diffusa al tempo fra i maestri settentrionali. Si segnala infine che questa “Confidenze” del 1933, finora inedita ma opportunamente già registrata presso l’Archivio Giovanni Brancaccio, costituisce una versione alternativa di un’opera omonima esposta l’anno precedente alla Biennale di Venezia.
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Lot 11  

    Notte Emilio

    Notte Emilio (Ceglie Messapica, BR 1891 - Napoli 1982) Natura morta 1971
    olio su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 60 x 70
    osservazioni: a tergo timbri e cartiglio galleria Mediterranea
    STIMA:
    min € 2000 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Lot 12  

    Notte Emilio

    Notte Emilio (Ceglie Messapica, BR 1891 - Napoli 1982) Natura morta 1971
    olio su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 50 x 60
    osservazioni: a tergo timbro galleria San Carlo
    STIMA:
    min € 2000 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Lot 13  

    Crisconio Luigi

    Crisconio Luigi (Napoli 1893 - Portici, NA 1946) Cortile
    olio su tavola
    firma: in basso a destra
    misure: cm 27 x 38
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Lot 14  

    Placido Errico

    Placido Errico (Napoli 1909 - Portici, NA 1983) Paesaggio
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 30 x 40
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
    Base Asta:
    € 150

  • Lot 15  

    De Corsi Nicolas

    De Corsi Nicolas (Odessa 1882 - Napoli 1956) Marina
    acquerello su carta
    firma: in basso a destra
    misure: cm 22 x 17
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 250

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Page 1 of 7. Total elemets 100
  • Lotto 1  

    Gemito Vincenzo

    Acquaiolo
    scultura in bronzo
    firma: sull'orcia
    misure: cm 54 x 19 x 28
    STIMA min € 1000 - max € 1500

    Lot 1  

    Gemito Vincenzo

    Gemito Vincenzo (Napoli 1852 - 1929) Acquaiolo
    scultura in bronzo
    firma: sull'orcia
    misure: cm 54 x 19 x 28


    1 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 2  

    Ricchizzi Gaetano

    Sulla spalliera
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 70 x 52
    osservazioni: a tergo biografia dell'artista
    STIMA min € 1200 - max € 1500

    Lot 2  

    Ricchizzi Gaetano

    Ricchizzi Gaetano (Napoli 1879 - 1950) Sulla spalliera
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 70 x 52
    osservazioni: a tergo biografia dell'artista


    0 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 3  

    De Stefano Armando

    La verità 1960
    tecnica mista su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 70 x 48
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 3  

    De Stefano Armando

    De Stefano Armando (Napoli 1926 - 2021) La verità 1960
    tecnica mista su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 70 x 48


    1 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 4  

    De Stefano Armando

    Rosa Rossa 1977
    tempera su tela
    firma e data: in alto a destra
    misure: cm 51 x 61
    osservazioni: a tergo firmato, datato e iscritto
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 4  

    De Stefano Armando

    De Stefano Armando (Napoli 1926 - 2021) Rosa Rossa 1977
    tempera su tela
    firma e data: in alto a destra
    misure: cm 51 x 61
    osservazioni: a tergo firmato, datato e iscritto


    2 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 5  

    Capaldo Rubens

    Nudo femminile 1973
    olio su tela
    firma e data: in basso al centro
    misure: cm 100 x 70
    osservazioni: opera sprovvista di cornice
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 5  

    Capaldo Rubens

    Capaldo Rubens (Parigi 1908 - Napoli 1987) Nudo femminile 1973
    olio su tela
    firma e data: in basso al centro
    misure: cm 100 x 70
    osservazioni: opera sprovvista di cornice


    0 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 6  

    Capaldo Rubens

    Una strada senza fine
    olio su tela
    firma: in basso al centro
    misure: cm 40 x 30
    osservazioni: a tergo iscritto
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 6  

    Capaldo Rubens

    Capaldo Rubens (Parigi 1908 - Napoli 1987) Una strada senza fine
    olio su tela
    firma: in basso al centro
    misure: cm 40 x 30
    osservazioni: a tergo iscritto


    0 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 7  

    Asturi Antonio

    Pescatore
    tecnica mista su carta
    firma: in basso al centro
    misure: cm 35 x 49
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 7  

    Asturi Antonio

    Asturi Antonio (Vico Equense, NA 1904 - 1986) Pescatore
    tecnica mista su carta
    firma: in basso al centro
    misure: cm 35 x 49


    1 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 8  

    Placido Errico

    Verifica alle reti
    olio su cartone
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 30 x 40
    osservazioni: a tergo firmato e iscritto
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 8  

    Placido Errico

    Placido Errico (Napoli 1909 - Portici, NA 1983) Verifica alle reti
    olio su cartone
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 30 x 40
    osservazioni: a tergo firmato e iscritto


    0 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 9  

    Lippi Raffaele

    Sofia 1973
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 100 x 55
    osservazioni: a tergo timbri galleria Mediterranea
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 9  

    Lippi Raffaele

    Lippi Raffaele (Napoli 1911 - 1982) Sofia 1973
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 100 x 55
    osservazioni: a tergo timbri galleria Mediterranea


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  • Lotto 10  

    Brancaccio Giovanni

    Confidenze 1933
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 80,5 x 50,5
    osservazioni: opera sprovvista di cornice

    Impiegato inizialmente in fabbrica come “disegnatore meccanico”, impiego giovanile di cui tuttavia si ritrovano tracce frequenti nella vasta produzione grafica di Giovanni Brancaccio, questi s’iscrisse solo in un secondo momento all’Accademia di Belle Arti di Napoli, solo dopo cioè aver frequentato il circolo di artisti guidato da Leon Giuseppe Buono, e colà come maestro dei suoi studi il nostro ebbe Francesco Galante. Forse più importante negli anni della formazione fu però lo studio attento e la copia priva di qualsiasi mediatore di opere dei vari musei della Campania, metodo di appropriazione di forme e poetiche delle grandi tradizioni passate che Brancaccio di fatto conservò peculiarmente per tutta la sua carriera, rifacendosi ora all’arte dell’età moderna, ora all’antichità (specialmente alle pitture murali antiche), senza mai tralasciare di aggiornarsi a quanto andavano facendo i suoi contemporanei. Divenuto scenografo sul finire degli anni Venti della compagnia di De Filippo, in un lungo sodalizio col mondo del teatro in generale che non mancò di avere ripercussioni su una sua certa produzione, Giovanni entrò a far parte in quegli stessi anni del “Gruppo Flegreo”, fondato nel 1927 con l’intento di fare di nuovo grande l’arte meridionale da giovani artisti ed esponenti ancora della grande tradizione partenopea tardo-ottocentesca: fu forse proprio questa incapacità ad affrancarsi dal passato a far allontanare alcuni, e fra questi il nostro, che preso si spostò fra coloro i quali, guidati da Lionello Balestrieri, si riunivano al Caffè Tripoli in Piazza del Plebiscito, ovvero gli “Ostinati”, gruppo che finì per aderire al Novecento di Margherita Sarfatti mantenendosi tuttavia di fatto su posizioni di compromesso, e perciò rimanendo ascrivibile tuttalpiù ad un generale ritorno all’ordine che comunque in quegli anni coinvolse tutte le arti in Italia ed Europa. Brancaccio ad ogni modo rispose agli appelli del critico francese Waldemar George operando un recupero delle forme volumetriche più essenziali nel corso della sua produzione degli anni ’30, e cioè nel periodo di nostro interesse considerata la datazione dell’opera proposta in asta, allorché si profondeva anche nell’arte della scultura, pervenendo ad esiti vicini in qualche modo ad Arturo Martini e Marino Marini; prime avvisaglie di questa specifica fase di ricerca dell’autore possono riscontrarsi nel “Ritratto del padre” e nello “Studio” (dipinti entrambi del 1927), quest’ultimo assai vicino per struttura compositiva alla tela qui in vendita nonché a varie altre opere (tutte realizzate entro il volgere degli anni Quaranta) in cui contrastano una figura in primo piano ed un’altra subito alle sue spalle, talvolta dissolta in una presenza quasi spettrale. I modelli “museali” di questo periodo sono stati identificati da alcuni con i grandi maestri del Cinquecento veneto, e da altri (forse più opportunamente) con il Seicento partenopeo ed in particolare con il locale caravaggismo, rielaborato da Brancaccio in un tonalismo «che gli farà prediligere i toni brunastri e perlacei» (Giorgio Di Genova), ben evidenti nel dipinto in asta; non si dimentichi inoltre a tal proposito l’influenza che sulla tavolozza del nostro può aver esercitato la sostanziale monocromia delle sue opere scultoree. L’intera produzione dell’artista di questo periodo, dai soggetti familiari, generalmente femminili, e dalle atmosfere intime e calme, lontane dalla concitazione generale di tanti colleghi contemporanei, piacque molto a Ugo Ojetti, che la propose a pittori più giovani come esempio di distanza dal cerebralismo e la tendenza all’allegoria tanto diffusa al tempo fra i maestri settentrionali. Si segnala infine che questa “Confidenze” del 1933, finora inedita ma opportunamente già registrata presso l’Archivio Giovanni Brancaccio, costituisce una versione alternativa di un’opera omonima esposta l’anno precedente alla Biennale di Venezia.
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 10  

    Brancaccio Giovanni

    Brancaccio Giovanni (Pozzuoli, NA 1903 - 1975) Confidenze 1933
    olio su tela
    firma e data: in basso a sinistra
    misure: cm 80,5 x 50,5
    osservazioni: opera sprovvista di cornice

    Impiegato inizialmente in fabbrica come “disegnatore meccanico”, impiego giovanile di cui tuttavia si ritrovano tracce frequenti nella vasta produzione grafica di Giovanni Brancaccio, questi s’iscrisse solo in un secondo momento all’Accademia di Belle Arti di Napoli, solo dopo cioè aver frequentato il circolo di artisti guidato da Leon Giuseppe Buono, e colà come maestro dei suoi studi il nostro ebbe Francesco Galante. Forse più importante negli anni della formazione fu però lo studio attento e la copia priva di qualsiasi mediatore di opere dei vari musei della Campania, metodo di appropriazione di forme e poetiche delle grandi tradizioni passate che Brancaccio di fatto conservò peculiarmente per tutta la sua carriera, rifacendosi ora all’arte dell’età moderna, ora all’antichità (specialmente alle pitture murali antiche), senza mai tralasciare di aggiornarsi a quanto andavano facendo i suoi contemporanei. Divenuto scenografo sul finire degli anni Venti della compagnia di De Filippo, in un lungo sodalizio col mondo del teatro in generale che non mancò di avere ripercussioni su una sua certa produzione, Giovanni entrò a far parte in quegli stessi anni del “Gruppo Flegreo”, fondato nel 1927 con l’intento di fare di nuovo grande l’arte meridionale da giovani artisti ed esponenti ancora della grande tradizione partenopea tardo-ottocentesca: fu forse proprio questa incapacità ad affrancarsi dal passato a far allontanare alcuni, e fra questi il nostro, che preso si spostò fra coloro i quali, guidati da Lionello Balestrieri, si riunivano al Caffè Tripoli in Piazza del Plebiscito, ovvero gli “Ostinati”, gruppo che finì per aderire al Novecento di Margherita Sarfatti mantenendosi tuttavia di fatto su posizioni di compromesso, e perciò rimanendo ascrivibile tuttalpiù ad un generale ritorno all’ordine che comunque in quegli anni coinvolse tutte le arti in Italia ed Europa. Brancaccio ad ogni modo rispose agli appelli del critico francese Waldemar George operando un recupero delle forme volumetriche più essenziali nel corso della sua produzione degli anni ’30, e cioè nel periodo di nostro interesse considerata la datazione dell’opera proposta in asta, allorché si profondeva anche nell’arte della scultura, pervenendo ad esiti vicini in qualche modo ad Arturo Martini e Marino Marini; prime avvisaglie di questa specifica fase di ricerca dell’autore possono riscontrarsi nel “Ritratto del padre” e nello “Studio” (dipinti entrambi del 1927), quest’ultimo assai vicino per struttura compositiva alla tela qui in vendita nonché a varie altre opere (tutte realizzate entro il volgere degli anni Quaranta) in cui contrastano una figura in primo piano ed un’altra subito alle sue spalle, talvolta dissolta in una presenza quasi spettrale. I modelli “museali” di questo periodo sono stati identificati da alcuni con i grandi maestri del Cinquecento veneto, e da altri (forse più opportunamente) con il Seicento partenopeo ed in particolare con il locale caravaggismo, rielaborato da Brancaccio in un tonalismo «che gli farà prediligere i toni brunastri e perlacei» (Giorgio Di Genova), ben evidenti nel dipinto in asta; non si dimentichi inoltre a tal proposito l’influenza che sulla tavolozza del nostro può aver esercitato la sostanziale monocromia delle sue opere scultoree. L’intera produzione dell’artista di questo periodo, dai soggetti familiari, generalmente femminili, e dalle atmosfere intime e calme, lontane dalla concitazione generale di tanti colleghi contemporanei, piacque molto a Ugo Ojetti, che la propose a pittori più giovani come esempio di distanza dal cerebralismo e la tendenza all’allegoria tanto diffusa al tempo fra i maestri settentrionali. Si segnala infine che questa “Confidenze” del 1933, finora inedita ma opportunamente già registrata presso l’Archivio Giovanni Brancaccio, costituisce una versione alternativa di un’opera omonima esposta l’anno precedente alla Biennale di Venezia.


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  • Lotto 11  

    Notte Emilio

    Natura morta 1971
    olio su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 60 x 70
    osservazioni: a tergo timbri e cartiglio galleria Mediterranea
    STIMA min € 2000 - max € 3000

    Lot 11  

    Notte Emilio

    Notte Emilio (Ceglie Messapica, BR 1891 - Napoli 1982) Natura morta 1971
    olio su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 60 x 70
    osservazioni: a tergo timbri e cartiglio galleria Mediterranea


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  • Lotto 12  

    Notte Emilio

    Natura morta 1971
    olio su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 50 x 60
    osservazioni: a tergo timbro galleria San Carlo
    STIMA min € 2000 - max € 3000

    Lot 12  

    Notte Emilio

    Notte Emilio (Ceglie Messapica, BR 1891 - Napoli 1982) Natura morta 1971
    olio su tavola
    firma e data: in basso a destra
    misure: cm 50 x 60
    osservazioni: a tergo timbro galleria San Carlo


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  • Lotto 13  

    Crisconio Luigi

    Cortile
    olio su tavola
    firma: in basso a destra
    misure: cm 27 x 38
    STIMA min € 1200 - max € 1500

    Lot 13  

    Crisconio Luigi

    Crisconio Luigi (Napoli 1893 - Portici, NA 1946) Cortile
    olio su tavola
    firma: in basso a destra
    misure: cm 27 x 38


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  • Lotto 14  

    Placido Errico

    Paesaggio
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 30 x 40
    STIMA min € 300 - max € 400

    Lot 14  

    Placido Errico

    Placido Errico (Napoli 1909 - Portici, NA 1983) Paesaggio
    olio su tavola
    firma: in basso a sinistra
    misure: cm 30 x 40


    1 offerte pre-asta Detail
  • Lotto 15  

    De Corsi Nicolas

    Marina
    acquerello su carta
    firma: in basso a destra
    misure: cm 22 x 17
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 15  

    De Corsi Nicolas

    De Corsi Nicolas (Odessa 1882 - Napoli 1956) Marina
    acquerello su carta
    firma: in basso a destra
    misure: cm 22 x 17


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